Consigli Utili
L'addomesticamento è più o meno favorito dalla specie
che si desidera addomesticare. Dipende in gran parte anche dalla personalità
del volatile stesso, da quella del suo proprietario e dal rapporto instauratosi
tra i due.Prima di tutto
dobbiamo tenere conto che ogni uccello ha il suo carattere e ci sono soggetti
che meglio di altri si addomesticano.E' bene ricordare che sarà più facile addomesticare
un pappagallo in giovane età rispetto a uno più anziano.Parlando di pappagalli, quasi tutte le specie di taglia
media e grande sono addomesticabili, ma anche il piccolo cocorito (ondulato). Con qualsiasi specie la pazienza e la calma sono
indispensabili per ottenere buoni risultati ! Addomesticare un pappagallo
richiede tempo, pazienza e tatto. Non bisogna MAI gridare o alzare le mani, ma
procedere per gradi, con dolcezza e perseveranza: solo così riuscirete a
instaurare un buon rapporto di fiducia reciproca.
Bisogna innanzi
tutto procedere per fasi :
E' molto bene
ricordare questi punti fondamentali : gli
esercizi vanno ripetuti con calma e pazienzase il
pappagallo fa ciò che gli chiediamo, dategli una ricompensal'apprendimento
non deve mai sostituire il giocose un
giorno l'uccello è svogliato, non sforziamoloIntelligentissimi ma anche vanitosi e
piuttosto egocentrici. I pappagalli fanno fatica a non considerarsi la vera e
propria star della casa. Se non vengono educati bene, la loro forte personalità
può prendere il sopravvento. E la convivenza può diventare davvero difficile.
Esiste un facile metodo, chiamatoNurturing Guidance, che può
essere molto utile. Si tratta di semplici comandi che servono per stabilire con
l’animale un rapporto di fiducia.
Ce li spiega il Dott. Med. Vet. Claudio Peccati;1. L’insegnamento si basa su quattro semplici comandi
(su, scendi, no, va bene). E non prevede mai punizioni violente (anche
perché con il pappagallo sono perfettamente inutili). Come a scuola,
l’ambiente di studio è importantissimo. Le lezioni devono essere fatte in
ambiente neutro, che non e vissuto dall’animale come un suo territorio. Per
esempio una stanza diversa da quella in cui sta di solito. L’obiettivo finale
deve essere comunque quello di ottenere obbedienza anche quando il pappagallo si
trova nella sua gabbia. Il metodo deve essere seguito con costanza: le lezioni
vanno ripetute una o due volte al giorno. Evitate però di sfinire l’animale:
non impegnatelo più di 15-20 minuti e lasciate passare almeno due o tre ore tra
una lezione e l’altra.2. Come per tutti i bravi insegnanti, le buone maniere
sono essenziali. Prima di iniziare la lezione. Fate un bel respiro e
assicuratevi di essere tranquilli e rilassati. Altrimenti, la lezione non avrà
successo: i pappagalli sono animali sensibili. Se avvertono il vostro nervosismo
si rifiutano di proseguire. O possono diventare aggressivi. Quindi, sorriso
sulle labbra e voce ferma ma gentile. Pronunciate ogni comando come se vi
aspettaste che il pappagallo lo esegua. Se non lo fa, niente sgridate (questo
uccello adora le urla, continuerebbe a ignorare i comandi per godere delle
vostre grida). Meglio una bella occhiataccia. E alla fine di ogni lezione, se è
stato un bravo allievo, non negategli una gratificazione: un bocconcino o una
carezza.3. Una volta fatte queste premesse,
passiamo ai comandi veri e propri. 11 primo è «Su».
Quando lo
pronunciate, il pappagallo dovrà salire sulla vostra mano. E dovrà
anche imparare a non saltare sulla mano di chiunque (o sulla vostra)
quando ne ha voglia.
Al secondo comando. «Scendi», il pappagallo dovrà imparare a scendere
subito dalla mano, per posarsi su un oggetto. Per esempio, rientrare nella
gabbia, oppure trasferirsi sul trespolo. Tenete presente che questi animali
preferiscono sempre salire piuttosto che scendere, perciò, per il comando «Su»,
tenete la mano leggermente al di sopra del trespolo, per il comando «Scendi»
al di sotto. Questa deve essere distesa e parallela al trespolo.
Il terzo comando è «No». Usatelo quando il pappagallo fa qualcosa che
non va bene. E ricordatevi che non serve strapazzarlo. E un animale sensibilissimo
alle espressioni del viso. Basterà accompagnare il comando a uno sguardo severo
e piano piano lui imparerà ad associare l’ordine a un suo comportamento poco
educato. La quarta parola chiave, «Va bene», è invece un modo per far
capire al pappagallo che può fare qualcosa. Se, per esempio, vedete che vuole
salire sulla mano di un ospite (e quest’ultimo è d’accordo) ditegli «Va
bene». L’importante è associare sempre gli stessi gesti agli stessi
ordini: questo animale intelligente non tarderà a capire che sono collegati. E
vi ubbidirà.Un uccello addomesticato può talvolta assumere
comportamenti strani, inaspettati, come per esempio durante il periodo di
riproduzione, si dimostrerà più aggressivo verso di voi. In altri casi perché
invece si è trascurato per troppo tempo, si isolerà e non cercherà più il
contatto con voi.